Primavera Giappone

Primavera Giappone: picnic con le nonnine, tè al sapore di cappero e magie inaspettate

Tabella dei Contenuti

Primavera Giappone? Se chiudete gli occhi e pensate a questo paese, scommetto che la prima immagine che vi viene in mente è una distesa infinita di petali rosa che danzano nel vento. La primavera in Giappone è quel momento dell’anno che tutti, ma proprio tutti, sognano di vivere almeno una volta nella vita. È il periodo in cui i social vengono inondati di foto perfette, di viali alberati che sembrano usciti da un dipinto e di persone sedute sui teli azzurri a bere sakè.

Ma la vera primavera in Giappone è fatta di cose molto più intime, di imprevisti, di incontri surreali in mezzo al nulla e, ve lo devo confessare, di sapori che a volte ti fanno rimpiangere di avere le papille gustative! Oggi voglio raccontarvi la mia personalissima esperienza, portandovi lontano dalle solite rotte turistiche super affollate. Preparatevi, perché vi porto a Osaka, poi dritti nella campagna profonda, tra templi nascosti, mulini a vento (sì, avete letto bene!) e un gruppo di adorabili nonnine che mi hanno fatto vivere una delle giornate più assurde e meravigliose di sempre.

TL;DR: Il succo del discorso (per chi ha fretta)

Se state pianificando il vostro viaggio e volete le info al volo:

  • Non serve la perfezione: Arrivare una settimana dopo il picco della fioritura può essere un vantaggio enorme per evitare le folle oceaniche.
  • Oltre il rosa c’è di più: La primavera in Giappone non è solo fiori di ciliegio, ma ci sono parchi immensi con tulipani e mulini a vento che vi faranno credere di essere in Olanda.
  • La magia della campagna: I momenti più belli, come i picnic (Hanami) sotto alberi secolari con la gente del posto e vere e proprie cerimonie del tè improvvisate, si vivono lontani dalle grandi città.
  • Attenzione a cosa bevete: Il tè ai fiori di ciliegio sotto sale potrebbe traumatizzarvi a vita (io vi ho avvisati!).

Il ritardo perfetto: la mia prima volta a Osaka

Partiamo da una confessione, perché a me piace essere onesta: la primissima volta che ho visto i ciliegi in fiore è stato bellissimo. Ero arrivata in Giappone con l’ansia di aver perso il momento clou. Avevo monitorato per mesi i bollettini delle fioriture (il famoso sakura zensen 桜前線, letteralmente il fronte dei ciliegi), ma per una serie di motivi logistici sono arrivata in una settimana, diciamo, dove si stavano già iniziando a sfiorire. Insomma, non era proprio il massimo della fioritura dei ciliegi che tutti i turisti aspettano con trepidazione, ma era già una settimana dopo.

Tra me e me pensavo: “Ecco, solita sfortuna, vedrò solo rami spogli”. Invece, ragazzi, è stato bellissimo lo stesso. Anzi, vi dirò di più: sono riuscita a godermelo ancora di più proprio perché c’era molta meno gente. Immagino che nel periodo di picco, con un sacco di turisti, ci sia veramente da impazzire. Fai quasi la coda per andare a vedere i fiori di ciliegio, per fare una singola foto devi sgomitare, e tantissimi fanno i picnic e si fermano occupando ogni centimetro quadrato di prato.

Quindi diciamo che essere andati una settimana dopo in realtà ha persino giovato, perché è stato ancora meglio rispetto che non nel periodo ancora più pieno e caotico. Con questa mia amica siamo andate al maestoso castello di Osaka per vedere bene tutti i ciliegi in fiore. Abbiamo passeggiato con calma lungo la strada, lungo il fiume, e l’atmosfera era semplicemente meravigliosa. I petali che cadevano leggeri sull’acqua, mossi da quel vento primaverile ancora un po’ frizzantino… una scena che ti rimette in pace col mondo intero.

Non solo sakura: un pezzo di Olanda in Giappone

Diciamo che tutti, quando sentono parlare della primavera in Giappone, la conoscono esclusivamente per i ciliegi, ma vi svelo un segreto: in realtà non c’è soltanto quello, c’è tantissimo d’altro da vedere e di cui innamorarsi. I giapponesi sono dei veri e propri maestri nell’arte della cura del paesaggio e dei fiori.

Ad esempio, c’è questo parco enorme sempre a Osaka (di cui sul momento non mi viene in mente il nome, di solito lo cerco quando me lo chiedono) dove c’è un mulino a vento. È uno scenario davvero surreale e bellissimo: sembra quasi di stare nelle zone di Amsterdam o dell’Olanda. Ti ritrovi a passeggiare in questi prati sterminati, pieni di fiorellini azzurri o di tulipani di ogni sfumatura possibile. È un parco gigantesco, meraviglioso ed enorme.

Quindi diciamo che ci sono tantissimi parchi in Giappone dove ci sono questi fiorellini, questi prati molto molto colorati che si vanno a visitare, ed è bellissimo perdersi lì dentro per un pomeriggio intero. Quando riguardo le varie foto con proprio i prati, con i tulipani e il mulino a vento sullo sfondo, mi sembra di essere finita in una fiaba.

La campagna chiama: l’albero gigante e il picnic inaspettato

Ma veniamo alla parte più divertente (e per certi versi traumatica) del racconto. Un’altra cosa che era successa molto carina è legata a un’esperienza fuori dalle grandi metropoli. Andando poi in campagna, ormai immagino che nelle grandi città tutti i vari fiori di ciliegio fossero già sfioriti e andati giù tutti. Pensavo che la magia della primavera in Giappone fosse conclusa.

Invece, la mamma della casa (la signora giapponese che mi ospita e che per me è come una seconda famiglia) mi fa: “Guarda che mi hanno detto che c’è questo tempio dove è fiorito un altro tipo di ciliegio”. Perché sì, anche lì ci sono tantissimi tipi diversi di fiori di ciliegio, non ce n’è soltanto uno. E questo sembrava proprio un albero diverso, non so assolutamente il nome a livello botanico, ma era un albero gigantesco. Aveva i fiori di ciliegio raggruppati proprio a grappolo (o a grappoloni), come se fossero delle roselline, e di un colore molto più rosa rispetto al classico petalo del fiore di ciliegio giapponese standard, che è quasi bianco. Era meraviglioso.

Praticamente che cosa era successo? La nonnina (una dolcissima signora del posto) aveva chiamato la mamma e le aveva detto con entusiasmo: “Sì, sì, è sbocciato ieri!”. Allora siamo andate di corsa in questo posto. Io non sapevo assolutamente niente, credevo fosse una passeggiata veloce, pensavo solo di andare a vedere un albero e i fiori di ciliegio. E invece ci siamo trovate davanti a questo gigantesco albero all’interno del cortile di un tempio.

Siamo entrate lì e al tempio c’erano queste 4 o 5 nonnine (non mi ricordo più bene il numero esatto) che stavano facendo il picnic dentro il tempio, proprio sotto questo albero di ciliegio gigantesco. Senza troppi convenevoli, ci siamo sedute lì e abbiamo iniziato a fare il picnic insieme alle nonnine. Dovete sapere che in Giappone l’HANAMI 花見 (letteralmente “guardare i fiori”) è una cosa sacra, è condivisione pura. E queste cose così autentiche, spontanee e calde succedono solo in campagna. Ed è stata un’esperienza veramente, veramente bella e particolare.

Cosa abbiamo mangiato? Un po’ di cosine diverse e super tipiche. Abbiamo mangiato tipo le loro gelatine con la frutta, che d’estate e in primavera sono un must. Poi avevamo una sorta di macedonia fatta con la gelatina di konjac (una radice particolarissima dalla consistenza gommosa che loro amano) e la frutta fresca. Non mancava una torta, una sorta di plumcake gigante alla banana preparato in casa. Tutto filava liscio, tutto era poetico, finché…

Il trauma gustativo: il tè al “cappero” sotto sale

A un certo punto, mentre masticavo beata il mio plumcake alla banana, una delle nonnine si gira verso di me e mi fa: “Ah, ma tu hai mai mangiato i fiori di ciliegio?”.
Io l’ho guardata sgranando gli occhi: “Oddio, i fiori di ciliegio, no?”. Vi giuro, non sapevo nemmeno che si mangiassero i fiori di ciliegio.
E lei: “Ma no, no, perché si mangiano, ci si fa il tè con i fiori di ciliegio!”.

Tutti, ovviamente, in quel momento potremmo immaginare la scena romantica: “Oh che bello, un bel tè con i fiori di ciliegio! Ma come deve essere buono, delicato, profumato!”. Aspettative alle stelle, insomma. Allora la nonnina mi tira fuori questo bellissimo barattolino di vetro piccolino, che ricordava tantissimo quelli delle conserve o dei capperi che abbiamo noi in Italia. Ecco, proprio i barattolini dei capperi sotto sale sembrava, e c’erano dentro questi bocciolini (diciamo più chiusi) di fiori di ciliegio conservati proprio sotto sale.

Vi dico solo questo: è stata la cosa più disgustosa che io abbia mai assaggiato e mai bevuto in tutta la mia vita. E credetemi, io assaggio di tutto. È stato molto peggio addirittura di quella volta che un’altra nonnina, proprio a casa sua, a 90 anni mi ha fatto assaggiare la marmellata di alghe fatta da lei (che era estremamente rancida e schifosa, lo ammetto). Ma questo è stato molto peggio di quella volta lì! Praticamente tira fuori questo bocciolino completamente ricoperto di sale e ci fa il tè: lo mette proprio nella teiera con l’acqua bollente.

Ci ha fatto il tè con quella roba lì e ce la siamo dovuta bere, non potevo certo tirami indietro e offendere la nonnina. Immaginate di fare praticamente un tè con i capperi sotto sale… aveva esattamente lo stesso sapore. E la tragedia non era finita lì, perché poi ce lo siamo pure dovuto non solo bere, ma pure mangiare il fiore ammorbidito sul fondo della tazza. È stato osceno, disgustoso. (Ancora rabbrividisco se ci penso, ma col senno di poi è uno dei ricordi più divertenti che ho!).

La vera via del tè: la redenzione sotto il ciliegio

Per fortuna, dopo quel trauma salato, la situazione è andata un po’ meglio. È saltato fuori che una di queste due nonnine, da giovane, faceva tantissimo la cerimonia del tè (il SADŌ 茶道, una disciplina serissima e piena di grazia. Con tenacia e voglia di farmi provare la vera ospitalità giapponese, si è messa all’opera. È andata un secondo con la biciclettina a casa sua, che abitava lì dietro il tempio, ha preso tutta la roba (il frullino di bambù, la polvere verde brillante, le ciotole in ceramica), è tornata indietro e ci ha fatto assaggiare il tè, quello vero.

Abbiamo fatto la cerimonia del tè sul momento, all’aria aperta, ed è stato veramente carino. Mi ha raccontato bene e spiegato tutti i passaggi: come si tiene la ciotola (il chawan), come si fa a bere con eleganza. Mi ha insegnato il fatto che bisogna poi girarla tre volte in un verso per non appoggiare le labbra sul lato con il disegno principale, ma per poterlo comunque ammirare e rispettare l’artigiano che l’ha creata.

Imparare tutte queste cosine qua, seduta sull’erba, all’ombra di quei grappoli rosa giganti, è stato veramente, veramente bello; è stata una bella esperienza che custodisco nel cuore. Riguardo spesso le varie foto di me con la mamma che sorseggiamo il tè matcha (o maccha 抹茶, per dirla alla giapponese) sotto questa enorme pianta di ciliegio molto, molto bella.

Vivi la tua primavera Giappone, parlando con la gente

Vi ho raccontato tutto questo perché per me viaggiare non significa spuntare luoghi da una lista. La vera primavera in Giappone non è solo una foto perfetta a Osaka, ma è la signora in bicicletta, è la marmellata di konjac, è persino il disgustoso tè al sapore di cappero che poi diventa una storia esilarante da raccontare agli amici.

Ma la cosa fondamentale, il ponte che vi permette di vivere queste avventure (e di capire quando qualcuno vi sta per rifilare un fiore salato!), è la lingua. Saper capire la nonnina che vi spiega come girare la tazza, poter ringraziare dal profondo del cuore… è questo che fa la differenza tra un turista e un viaggiatore.

Se state sognando di partire e volete costruire basi solide e reali, senza annoiarvi sui libri polverosi ma imparando il giapponese vivo e vero, sapete dove trovarmi. Le mie lezioni sono fatte proprio per questo: per portarvi in Giappone ancora prima di prendere l’aereo, aiutandovi a capire non solo la lingua, ma anche l’anima di questo popolo straordinario.

E voi, avreste avuto il coraggio di mangiare quel fiore sotto sale?


Domande frequenti sulla Primavera in Giappone

Quando è il periodo migliore per vedere i ciliegi (Hanami)?
Solitamente la fioritura inizia a sud verso fine marzo e sale gradualmente verso nord fino ai primi di maggio. A Tokyo e Kyoto il picco è spesso tra l’ultima settimana di marzo e la prima di aprile, ma varia ogni anno a seconda del clima. Come vi ho raccontato, arrivare anche una settimana dopo può essere un’ottima strategia per evitare le folle immense!

Oltre ai ciliegi, quali altri fiori si possono ammirare in primavera?
Tantissimi! Il Giappone è letteralmente un’esplosione di colori. Ci sono i famosi glicini (Fuji) tra fine aprile e inizio maggio, l’incredibile Nemophila (dei piccoli fiori azzurri che creano prati che sembrano fiumi), le azalee, e naturalmente i grandi parchi con i tulipani in stile olandese, come vi ho raccontato nell’articolo.

Si possono davvero mangiare i fiori di ciliegio?
Sì, i giapponesi li usano moltissimo in cucina in primavera! Esistono dolcetti aromatizzati al sakura, mochi avvolti in foglie di ciliegio marinate, gelati e, purtroppo per le mie papille gustative, il sakurayu (桜湯), un tè fatto infondendo fiori di ciliegio precedentemente conservati sotto sale e aceto di prugne. Se lo provate, fatemi sapere se a voi è piaciuto più che a me!

Come ci si veste in primavera in Giappone?
Il clima è proverbialmente “pazzerello”. A marzo e aprile le giornate possono essere meravigliosamente miti e soleggiate, ma la sera e la mattina presto le temperature crollano. Il consiglio d’oro è vestirsi a strati (a cipolla!): portate magliette leggere, ma non dimenticate maglioncini, una sciarpa leggera e una giacca a vento impermeabile, perché i rovesci primaverili sono piuttosto frequenti.

Ciao, sono Milena

e ti racconto qualcosa di me! (Prometto di non annoiarti, non sono proprio il tipo). Se sei finito qui, probabilmente ami il Giappone quanto me, o magari tuo figlio è appassionato di manga ed anime (e ti sta implorando da mesi di portarlo a Tokyo). In ogni caso… benvenuto!

Mettiti comodo, ecco chi sono e cosa facciamo qui a “Ti Porto in Giappone”, punto per punto:

La mia esperienza (tra ciotole di ramen e qualche treno perso)

Non sono un’insegnante da cattedra polverosa che ti spiega il Giappone leggendolo dai manuali. In questo paese meraviglioso ci ho vissuto, ci torno appena posso e… lo ammetto: ogni tanto mi perdo ancora (soprattutto nei labirinti sotterranei della stazione di Shinjuku, diciamocelo, sono un vero test di sopravvivenza!). Tutto quello che ti insegno l’ho vissuto sulla mia pelle. Ti porto virtualmente con me, ti faccio vedere i KANJI 漢字 (i caratteri cinesi usati in giapponese) veri sui cartelli per strada e ti faccio ascoltare conversazioni reali. Niente frasi finte o robotiche, ma il giapponese che ti serve per ordinare al ristorante o per farti una chiacchierata con una nonnina al tempio!

Il mio metodo (ovvero: come non farti addormentare sui libri)

Hai presente le liste infinite di vocaboli da imparare a memoria finché non ti viene il mal di testa? Ecco, dimenticale. Ho creato un metodo tutto mio, ispirato al Metodo Montessori, perfetto per bambini, ragazzi e pure per gli adulti che partono da zero assoluto. Il mio obiettivo è uno solo: farti parlare subito! Uso tecniche visive, giochi, flashcard e tanta interazione. Perché la verità è che se non ci si diverte un sacco, il cervello si stufa e fa ciao ciao con la manina.

La nostra community (siamo più di 2500… incredibile!!)

Quando ho iniziato questa avventura, non avrei mai immaginato di arrivare fin qui. Ad oggi ho accompagnato oltre 2500 studenti (se ci penso mi viene ancora la pelle d’oca dalla gioia, giuro!!) verso i loro traguardi. Che sia per prepararsi a un viaggio, per guardare gli anime in lingua originale o per investire nel futuro dei propri figli… siamo diventati una community pazzesca. E sai qual è la cosa bella? Che non sono una scuola anonima o un’azienda senza volto. Per te sarò sempre e solo Milena (o Milly per gli amici).

La mia promessa (trasparenza assoluta, anche quando “fa male”)

Sono quella che ti dice le cose come stanno, senza filtri. Se un pass ferroviario super famoso non ti conviene, te lo dico chiaramente e ti spiego come risparmiare (così quei soldi te li spendi in cibo spaziale, fidati che è meglio). Sono sincera, mi prendo allegramente in giro da sola sulle mie gaffe in viaggio (tipo quando ho bevuto per sbaglio un tè al sapore di cappero salato…) e ci sono davvero per i miei studenti. Niente segretarie o mail automatiche: ci sono io, con il mio supporto su WhatsApp, pronta a festeggiare i tuoi successi o a rispiegarti una regola finché non ti è chiara.

Insomma, io sono pronta a partire. Tu vieni con me?

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Cosa dicono gli studenti

Laura
LauraStudentessa
Sono diversi mesi che oramai sto seguendo il corso di lingua giapponese con Milena e ne sono davvero entusiasta. Oltre a essere un corso che accompagna gradualmente lo studente nei meandri e complessità della lingua giapponese, rendendoli meno ostici, offre uno sguardo sulla cultura e società giapponesi. Milena è molto competente e precisa e riesce a rendere leggero lo studio di una lingua così difficile grazie anche alla sua verve e simpatia. Si capisce quindi che lo consiglio vivamente!
Alessia
AlessiaMamma
Mio figlio di 12 anni ha seguito le lezioni online con Milena 1 ora a settimana da gennaio a maggio, lei è molto preparata e lo ha fatto divertire, ha imparato molto anche se alla prima esperienza. Milena sempre disponibile per ogni evenienza! grazie di tutto! ora pausa estiva (compiti annessi) e si riprende a settembre!
Jlenia
JleniaMamma
Milena è una ragazza straordinaria, con la sua semplicità rende ogni lezione un gioco. Abbiamo scoperto Milena per caso, in previsione di un futuro viaggio in Giappone e la passione per gli anime, mia figlia sta seguendo le lezioni in maniera del tutto tranquilla e trasparente. Ha saputo legare cn i suoi "alunni" e ha reso tutto più semplice. Consiglio alla stra grande questa magnifica ragazza, sono davvero contenta di come Martina stia imparando con semplicità questa lingua. GRAZIE!!!
Antonio
AntonioStudente
Ho iniziato a studiare giapponese da autodidatta per qualche mese ma sentivo di stare imparando la lingua a tentoni. Per cui, assieme alla mia sorellina di 13 anni, ho deciso di iniziare questa avventura in video lezione con Milena, insegnante preparata ad ogni evenienza, super disponibile ed estremamente solare, nonché simpatica. Posso dire di essere veramente molto soddisfatto di questa esperienza, che sto continuando tutt'ora e sono sicuro che mi porterà ad imparare la lingua veramente a fondo. ありがとうございます先生。
Sandra
SandraMamma
💚Milena è un'insegnante meravigliosa, preparatissima, paziente e molto dolce. ● Quando incontri professionalità e passione non puoi che sentirti fortunata e grata perché hai Milena al tuo fianco nell'avventura alla scoperta del Giappone, della sua lingua e della affascinante cultura. 💚Ho cominciato le lezioni insieme a mia figlia (10 anni) in vista di un viaggio in Giappone e ogni volta aspettiamo con gioia la nostra lezione.
Davide Locuratolo
Davide LocuratoloStudente
Milena insegnante super paziente. Il percorso didattico è molto interessante e volto ad ottenere certificazioni importanti per quello che concerne questa lingua affascinante, consiglio vivamente 💪
Tiziana Russo
Tiziana RussoMamma
Cara Milly, conoscerti anche solo per la prima volta è stato tramite fb per noi è stata una fortuna. La tua serietà, professionalità e persona ha trasmesso a nostra figlia Martina veramente tanto e non solo da un punto di vista didattico. Continua così. Ci sentiamo presto ❤️ Come genitori, consigliamo a tutti di scegliere un'insegnante come te!!
Antonio Felici
Antonio FeliciStudente
Milena è un insegnante, solare, disponibile e preparata. La consiglio vivamente a chi voglia imparare questa favolosa lingua non facile ma resa “facile” da lei usando un metodo ,secondo me, semplice e molto comprensibile. Penso che il punto più forte sia la sua gentilezza e l'amore che ci mette nell' insegnare. Se dovessi dare un voto 10 e lode!!!!!!
Marzia Candito
Marzia CanditoStudentessa
ciao, mi chiamo Marzia e da qualche mese faccio lezione con Milena, una volta alla settimana. Quell'ora di lezione è piacevole, divertente e un tocca sana che mi rallegra la giornata. Chiunque volesse avvicinarsi allo studio della lingua giapponese troverà in Milena un'insegnante preparata e coinvolgente, non lasciatevi sfuggire questa esperienza.
Claudia Crevatin
Claudia CrevatinStudentessa
All'inizio ero un po' preoccupata, avevo già fatto un corso di giapponese in passato ( in un altro paese), tuttavia devo dire che sono rimasta piacevolmente sorpresa! Milena è gentile, disponibile e sicuramente molto preparata. Il suo modo di insegnare è scorrevole, l'approccio amichevole, il materiale di facile consultazione. Che dire, sto avendo una bella esperienza e posso dire di stare effettivamente imparando cose nuove. La consiglio sia se si ha già un infarinata di giapponese come me, sia nel caso opposto visto che è molto brava a spiegare anche le basi. 😃
Chiara Nicolini
Chiara NicoliniStudentessa
I punti forti di questo corso sono la gentilezza, la professionalità, l'amare ciò che si insegna questo è il modo migliore per far amare a chi deve imparare la lingua e la cultura giapponese. Milena è un'ottima e preparata insegnante consiglio a tutti
Noemi Campanella
Noemi CampanellaMamma
Grazie davvero! Sono felicissima perché da oltre un anno mia figlia segue le lezioni di giapponese ed è arrivata ad ottimi livelli... questo grazie alla competenza di Milena che trovo molto brava dal punto di vista didattico ed umano... per mia figlia è un vero divertimento! La consiglio con il ❤️
Cinzia Villa
Cinzia VillaStundentessa
Milena è davvero un'ottima insegnante, solare, disponibile e preparata. la consiglio a chiunque voglia imparare il giapponese in un modo non convenzionale e coinvolgente!
Sofia Sassi
Sofia SassiStundentessa
Ho provato l'esperienza delle lezioni online e devo dire ottimo!! La ragazza è molto disponibile e insegna molto bene. Ti fornisce ogni singola spiegazione e illustra tante curiosità. Da provare!!