Ah, il Monte Fuji. Una meta decisamente unica e tutta da scoprire. Se chiudo gli occhi e provo a tornare indietro nel tempo, ai miei primissimi ricordi legati al Giappone, devo confessarvi una cosa un po’ buffa (ma sono sicura che molti di voi mi capiranno).
Nei miei occhi è sempre stata la meta raggiunta da Licia di Kiss me Licia quando va a trovare i Bee Hive di nascosto dal padre… Lo ammetto, la mia prima immagine di questo vulcano iconico era legata a un anime degli anni ’80, con i capelli cotonati e le canzoni pop!
Ma, mettendo da parte i ricordi televisivi della mia infanzia, nella realtà è un posto davvero magico e suggestivo. Molto, molto di più di un semplice sfondo disegnato per un cartone animato.
Quando si parla del Giappone, il Fuji è quell’immagine fissa che tutti hanno in testa. La montagna sacra, la cima innevata, il simbolo stesso del paese.
Ma quello che molti non sanno è che c’è un mondo intero che gravita intorno a questo gigante buono, un mondo fatto di folklore, foreste immense, laghi silenziosi e persone meravigliose che portano avanti tradizioni semplici.
Oggi vi porto con me a scoprire il “mio” Monte Fuji. Prendetevi il vostro tempo, preparatevi una tazza fumante di Hōjicha ほうじ茶 (quel tè verde tostato dal sapore caldo e avvolgente che io adoro letteralmente) e mettetevi comodi.
TL;DR: Il succo del discorso (per chi ha fretta)
Se state pianificando l’itinerario e vi servono subito le informazioni principali:
- Non solo scalate: Il Monte Fuji è bellissimo da vedere da lontano (magari dal finestrino di un aereo) o da esplorare alla sua base, non serve per forza arrivare in cima.
- La zona dei laghi: Esplorate l’area dei 5 laghi, in particolare Kawaguchiko e Saiko, e non perdetevi le grotte sotterranee (quella del ghiaccio è la mia preferita in assoluto).
- Una pausa autentica: Andate a Tsuru a mangiare una minestra calda e del pane artigianale al Cafe Natural Rhythm, un posto nascosto nella natura e lontano dalle rotte turistiche di massa.

Quell’aereo per Yonago e la magia tra le nuvole
Paradossalmente, la prima volta che l’ho visto davvero bene, in tutta la sua immensa e silenziosa grandezza, non ero su un treno o in un punto panoramico affollato di turisti pronti a scattare foto. È stato quando ho preso un volo interno da Tokyo per andare a Yonago, una cittadina sperduta nella prefettura di Tottori. (E se avete letto il mio articolo precedente, sapete già quanto io sia legata a quella zona!).
Facciamo una piccola e doverosa parentesi su questa destinazione, perché è stra interessante dal punto di vista culturale. In pochi la conoscono, è famosa principalmente tra i giapponesi perché c’è una piccola città vicino tutta dedicata agli Yokai. In giapponese, YŌKAI 妖怪 (scritto con i kanji di “affascinante/sospetto” e “mistero/apparizione”) indica le creature, gli spiriti e i mostri del folklore nipponico. Più precisamente, questa cittadina (Sakaiminato) è dedicata a Gegege no Kitaro, o anche chiamato Kitaro dei cimiteri in italiano (un manga non molto conosciuto qui da noi, ma che in Giappone è una vera e propria istituzione transgenerazionale).
Tornando al mio volo. Quella volta comunque, salita sull’aereo essendo partita da Tokyo, si vedeva dal finestrino il monte Fuji in lontananza… Io ero seduta lì, con la fronte appoggiata al vetro freddo del finestrino, e dirvi che era stupendo è dire poco.
Sembrava una scena uscita direttamente da un film dello Studio Ghibli. Era un momento quasi mistico… perché le nuvole circondavano il monte e da esse ne usciva solo la cima. Una distesa bianca, un vero e proprio mare di nuvole (che in giapponese si chiama UNKAI 雲海, “mare di nuvole”), da cui sbucava questo cono perfetto, scuro, coperto dalla sua corona di neve.
Davvero una vista suggestiva che mi ha fatto venire i brividi. Lì ho capito davvero perché i giapponesi provino un tale senso di reverenza verso questa montagna.
La dimora degli dei: perché il Fuji è sacro
E a proposito di reverenza, c’è un motivo profondo e radicato per cui questo vulcano non è solo un ammasso di roccia e terra. Il monte Fuji in Giappone è sacro perché era la casa della dea Amaterasu. (Magari se si riesce sarebbe il caso di approfondire un po’ questo discorso, ed eccomi qui a farlo con immensa gioia!).
Nel pantheon dello scintoismo, la religione nativa del Giappone, AMATERASU 天照 (il cui nome significa letteralmente “colei che splende nel cielo”) è la divinità del sole, la figura più importante in assoluto. Secondo le antiche credenze, le montagne stesse sono considerate shintai 神体, ovvero i corpi fisici o le dimore dei KAMI 神, gli dei o spiriti della natura. Il Fuji, essendo la montagna più alta e imponente del paese, è da secoli un luogo di pellegrinaggio spirituale. Salire sulla sua cima non era, in passato, una semplice impresa sportiva come potremmo intenderla noi oggi, ma un atto di purificazione, un viaggio dell’anima per avvicinarsi agli dei. Ancora oggi, molti pellegrini vestiti di bianco affrontano la salita notturna per poter ammirare dalla vetta il GORAIKŌ ご来光, la luce del sole nascente. È un’esperienza che ti connette in modo viscerale con la spiritualità di questo popolo.
Turismo, stagioni e il mondo ai piedi del vulcano
Ovviamente, i tempi cambiano e oggi il Fuji è una meta turistica molto rinomata. Non è più un luogo riservato solo a monaci o pellegrini devoti. La zona offre tantissime attività diverse a seconda del periodo dell’anno in cui si decide di visitarla. Ci sono vari impianti sciistici per gli amanti degli sport invernali, e invece in estate o in primavera si fanno varie escursioni. (Attenzione però: la vera e propria scalata fino alla cima è consentita solo per un brevissimo periodo in estate, da inizio luglio a inizio settembre, per questioni di sicurezza legate al clima estremo).
Ma vi svelo una cosa che ho imparato vivendo lì: tra i giapponesi è molto famosa la parte intorno al Fuji o sotto di esso. Noi occidentali tendiamo a voler “conquistare” la vetta a tutti i costi, ma vi assicuro che la magia vera, quella tranquilla, si respira alla base. Ai piedi di questo gigante, infatti, si estende la regione dei Fuji Goko 富士五湖. Ci sono 5 laghi famosi, e vicino ad uno in particolare ci sono 3 grotte molto famose e molto belle da andare a visitare.
Parliamo prima dei laghi. Vi consiglio caldamente il lago di Kawaguchi e il lago Saiko. Sono due specchi d’acqua bellissimi che offrono viste completamente diverse. Kawaguchiko (il suffisso -ko 湖 significa lago) è forse il più famoso: è da qui che, nelle giornate limpide senza vento, si può ammirare il fenomeno del Sakasa Fuji 逆さ富士, ovvero il “Fuji capovolto” riflesso perfettamente sull’acqua. Una roba da farti piangere dall’emozione. Saiko, invece, è un po’ più selvaggio, meno sviluppato turisticamente e, proprio per questo, avvolto da una pace assoluta.

Avventure sotterranee: esplorare le grotte del Fuji
Se siete tipi da avventura e vi piace l’idea di infilarvi nelle viscere della terra (che suona un po’ drammatico, ma rende l’idea), la zona vicino ai laghi è perfetta. Le grotte sono quella del vento, quella del ghiaccio e quella dei pipistrelli, tutte visitabili. Si sono formate secoli fa, durante le antiche eruzioni del vulcano, quando la lava fluida ha creato questi enormi tunnel sotterranei all’interno della foresta di Aokigahara.
Se avete i minuti contati o non volete farle tutte e tre, vi do il mio personalissimo parere: la più bella a mio avviso è quella del ghiaccio. La Narusawa Hyōketsu 鳴沢氷穴 (letteralmente, caverna di ghiaccio di Narusawa) è un posto incredibile. Appena inizi a scendere le scale di pietra, senti la temperatura che precipita drasticamente. Anche se fuori ci sono trenta gradi e stai sudando per l’umidità estiva giapponese, lì sotto il termometro scende intorno allo zero termico. Si cammina (a volte rannicchiandosi parecchio) circondati da colonne e stalagmiti di ghiaccio gigantesche, illuminate in modo suggestivo, che non si sciolgono mai, nemmeno in piena estate. È una sensazione stranissima, quasi come se la montagna nascondesse un cuore di ghiaccio sotto il suo aspetto imponente.
Il mio posto del cuore: Cafe Natural Rhythm
Dopo aver camminato nei boschi, sceso nelle grotte di ghiaccio e aver ammirato i laghi, immagino vi verrà una gran fame. E qui voglio farvi un regalo enorme, condividendo con voi un posto che è un piccolo segreto prezioso. Poco distante dal monte Fuji, nella città di Tsuru, c’è una piccola caffetteria, immersa nella natura, davvero meravigliosa.
Non l’ho trovata su una guida turistica o su Instagram (per fortuna!). È gestita da una signora molto amica della signora che mi ha sempre ospitato in Giappone (la mamma della famiglia). E voi sapete bene quanto io tenga alle connessioni personali e umane in questo paese. Le cose più belle le ho scoperte sempre e solo grazie al passaparola della gente del posto. La caffetteria si chiama Cafe Natural Rhythm. Ve lo dico col cuore in mano: vi consiglio davvero di andarci.
Ma attenzione a non fare confusione con le nostre abitudini italiane. Non è la classica caffetteria che possiamo intendere noi (niente bancone caotico per un espresso al volo prima di correre a lavoro), principalmente fanno bevande, minestre e pane! Immaginate una casetta di legno, calda, accogliente. Entrate e venite subito avvolti dal profumo del pane appena sfornato e da quello ricco e confortante di una minestra calda (magari un potage di verdure di stagione o una bella zuppa densa). È un posto molto particolare soprattutto per l’atmosfera, essendo davvero in mezzo alla natura! È quel tipo di luogo in cui ti siedi, guardi fuori dalla finestra il verde che ti circonda, respiri a pieni polmoni, sorseggi la tua bevanda e improvvisamente senti che tutto lo stress del viaggio scivola via. Una coccola vera e propria per l’anima.
Il Giappone che voglio farti vivere
Raccontarvi questi posti, portarvi con me in questi angolini nascosti e farvi scoprire il sapore vero del Giappone è la cosa che amo di più al mondo. Che sia la maestosità del Monte Fuji vista da un aereo, o il calore di una zuppa in una caffetteria in legno a Tsuru, ogni dettaglio ha una parola, un kanji e una storia da raccontare.
Se queste storie ti fanno battere il cuore e vuoi imparare a comunicare davvero quando passeggerai per le strade del Giappone… se vuoi entrare in quella caffetteria e saper dire “Una zuppa, per favore” sorridendo e capendo la risposta della proprietaria… beh, sai dove trovarmi. Ho costruito “Ti Porto in Giappone” proprio per questo. Per farti parlare da subito, abbattendo la paura e usando un metodo ludico che funziona davvero, per adulti e per ragazzi. Niente manuali polverosi, ma lingua viva, vera, quella che si parla tra la gente.
Preparati, perché il tuo viaggio (anche linguistico) inizia adesso.



Domande frequenti sul Monte Fuji e dintorni
Da dove posso vedere meglio il Monte Fuji senza scalarlo?
Il Fuji è capriccioso (molto capriccioso!) e spesso si nasconde tra le nuvole, specialmente in estate. I periodi migliori per vederlo limpido sono l’inverno e la primavera. Puoi ammirarlo benissimo dalla regione dei Cinque Laghi (in particolare da Kawaguchiko), da Hakone, dalla pagoda di Chureito (quella famosissima rossa con il vulcano dietro), oppure, come vi ho raccontato, dai voli interni che partono dall’aeroporto di Haneda verso ovest (chiedete un posto al finestrino sul lato destro dell’aereo!).
Serve un’attrezzatura particolare per visitare la Grotta del Ghiaccio?
Non serve essere degli speleologi, ma vi do un paio di consigli fondamentali. Primo: le scale per scendere sono spesso bagnate e scivolose, quindi indossate scarpe chiuse e con una buona suola (assolutamente niente sandali). Secondo: anche se è agosto e fuori si muore di caldo, portatevi una felpa o una giacca leggera, perché la temperatura interna si aggira intorno agli 0 gradi e lo sbalzo termico è fortissimo.
È difficile arrivare alla caffetteria Cafe Natural Rhythm a Tsuru?
Tsuru si trova nella prefettura di Yamanashi, relativamente vicina alla zona dei laghi, ma essendo un locale “immerso nella natura”, la soluzione ideale per raggiungerlo è avere un’auto a noleggio. Questo vi permetterà anche di esplorare la zona dei laghi con molta più libertà rispetto agli autobus, che spesso hanno orari non proprio flessibilissimi, soprattutto verso le attrazioni minori.
Posso scalare il Fuji in primavera per vedere i ciliegi?
No. Anche se l’idea è romanticissima, i sentieri ufficiali per la vetta sono aperti solo nei mesi estivi (solitamente da inizio luglio al 10 settembre). Fuori da questo periodo, i rifugi sono chiusi, le temperature in cima sono estreme e la scalata è considerata estremamente pericolosa e fortemente sconsigliata dalle autorità. Però, alla base (come ai laghi) potete fare meravigliose passeggiate in primavera ammirando i ciliegi con il Fuji innevato sullo sfondo!